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La cittadina di Agropoli, che nel corso dell’Ottocento iniziò ad espandersi oltre il perimetro delle mura medioevali, conserva intatto il centro antico e gran parte delle mura difensive con il portale seicentesco d’ingresso sul quale spicca lo stemma marmoreo degli ultimi feudatari di Agropoli, i Delli Monti Sanfelice, duchi di Laureana e baroni di Agropoli.

Sul promontorio si erge maestoso il Castello Angioino Aragonese, edificio a pianta triangolare e con tre torri circolari, il cui impianto originale risale ai Bizantini. I Normanni ne avviarono le prime importanti ristrutturazioni con la costruzione della cortina muraria, dotata di un fossato lungo e profondo, che proteggeva l’abitato a sud. Nel corso del XV secolo i Sanseverino, conti di Marsico e potenti feudatari del Regno di Napoli, procedettero alla più profonda e capillare ristrutturazione del castello nella forma in cui oggi si presenta. Nel 1806, per decisione di Napoleone, il castello fu occupato dal Genio militare divenendo, ancora una volta, centro della difesa costiera dell’intero Principato Citra. L’interno del castello è occupato dalla piazza d’armi e da edifici addossati sui lati settentrionale e orientale. La piazza, oggi adibita a giardino e a teatro all’aperto, poggia sulla roccia inglobata a suo tempo nelle mura del castello, mentre sul lato settentrionale si trova la “Sala dei francesi”, così chiamata a ricordo della sosta del drappello delle truppe francesi nel periodo napoleonico.

Il castello di Agropoli è legato ad alcuni importanti personaggi:

Luisa Sanfelice, personaggio minore della rivoluzione napoletana del 1799, che più volte dimorò nel Castello; morì condannata alla decapitazione per aver svelato la congiura contro la Repubblica organizzata dai fratelli Baccher, vicenda ispirò il romanzo di Alexandre Dumas (padre);

Marguerite Yourcenar, scrittrice francese, tanto affascinata da questo luogo da ambientarvi il racconto “Anna,sonor”;

Giuseppe Ungaretti, che visitò il Cilento all’inizio degli anni treanta del XX secolo e che ritrasse magistralmente Agropoli nel volume “Mezzogiorno”