C’è un momento preciso in cui capisci che un tiramisù è “quello giusto”: quando affondi il cucchiaio e senti la resistenza morbida degli strati, poi arriva il profumo di caffè e cacao, e ti accorgi che la teglia rischia seriamente di sparire in silenzio, fetta dopo fetta. Se vuoi un risultato così, qui trovi la versione tradizionale trevigiana, essenziale e irresistibile, senza albumi montati, con una crema che si regge da sola.
Il cuore della ricetta trevigiana (e perché funziona)
La logica è semplice, quasi rassicurante: tuorli, zucchero e mascarpone creano una crema densa e vellutata, i savoiardi assorbono il caffè senza collassare, e il cacao amaro chiude tutto con quel finale leggermente asciutto che ti fa venire voglia del boccone successivo.
Questa è la filosofia del tiramisù: pochi elementi, lavorati bene, e tanto riposo in frigo.
Ingredienti (6-8 persone)
- 300 g di mascarpone (freddo di frigo)
- 3 tuorli (oppure 60 g di tuorlo pastorizzato)
- 90 g di zucchero semolato
- savoiardi q.b. (in alternativa, mollica di pane compatta q.b.)
- 300 ml circa di caffè d’orzo forte, raffreddato (oppure caffè moka)
- cacao amaro in polvere q.b.
Opzionali (varianti comuni):
- 1 cucchiaio di rum o grappa
- albumi montati a neve (se vuoi una crema più leggera, ma non è la versione tradizionale)
Metodo (passo per passo, senza ansia)
- Prepara il caffè: fai un caffè d’orzo bello intenso (o moka), poi lascialo raffreddare del tutto. Se vuoi, profumalo con un cucchiaio di liquore.
- Monta tuorli e zucchero: in una ciotola capiente sbatti i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Con le fruste elettriche bastano pochi minuti, ma guarda la consistenza, deve diventare cremosa e più “pallida”.
- Unisci il mascarpone: aggiungi il mascarpone freddo e lavora il minimo necessario per avere una crema liscia, compatta, senza grumi.
- (Opzionale) Pastorizza per sicurezza: se usi uova non pastorizzate e vuoi ridurre i rischi, puoi scaldare i tuorli a bagnomaria portandoli a circa 65-70°C per pochi secondi, mescolando, poi procedere con lo zucchero.
- Assembla gli strati: inzuppa i savoiardi nel caffè molto velocemente, un “tuffo e via”. Se restano troppo a bagno, poi si sfaldano e addio stratificazione.
- Stratifica: fai uno strato di savoiardi, poi uno strato di crema. Ripeti per 2 o 3 strati, terminando con la crema.
- Cacao finale e riposo: spolvera cacao amaro setacciato su tutta la superficie. Metti in frigo almeno 10 ore. Sì, lo so, sembra lunga, ma è lì che succede la magia.
I 5 dettagli che fanno “sparire la teglia”
- Mascarpone freddo: tiene la crema più stabile e compatta.
- Savoiardi di qualità: assorbono senza diventare pappa.
- Inzuppo lampo: il caffè deve profumare, non allagare.
- Cacao setacciato: niente grumi, solo un velo uniforme e elegante.
- Riposo lungo: dopo 10 ore gli strati si legano e ogni fetta esce netta.
Varianti (se vuoi personalizzarlo senza rovinare l’equilibrio)
Se ami una consistenza più ariosa, puoi incorporare albumi montati a neve nella crema, con movimenti dal basso verso l’alto, delicatamente. Otterrai un dolce più leggero, ma meno “trevigiano” nello spirito.
Vuoi una nota più festiva? Una piccola aggiunta di rum o grappa nel caffè regala profondità, senza coprire il mascarpone.
Quando servirlo (e come conservarlo)
Il tiramisù dà il meglio il giorno dopo. In frigo si conserva 2 giorni, ben coperto. Se lo porti a tavola dopo qualche minuto fuori dal frigo, la crema diventa più morbida e profumata, ma non aspettare troppo.
E poi succede sempre la stessa cosa: qualcuno dice “solo un assaggino”, e dopo poco la teglia è già un ricordo. Non restano nemmeno le briciole, perché qui non ce ne sono proprio. Solo cucchiaiate felici.




