C’è un momento, quando apri la ciotola dopo ore di attesa, in cui l’impasto sembra “respirare”. Non è magia, è tempo. Ed è proprio qui che si nasconde il trucco per una base pizza più leggera, con poco lievito ma tanta soddisfazione al morso.
Perché meno lievito può rendere la pizza più leggera
Quando riduci il lievito, non stai “togliendo” qualcosa alla pizza, stai semplicemente cambiando strategia. Invece di spingere l’impasto a crescere in fretta, gli dai modo di maturare con calma. Questa lievitazione lunga favorisce una struttura più fine, profumi più puliti e una sensazione di maggiore digeribilità (non è una promessa medica, ma è l’esperienza più comune in cucina).
La parola chiave è fermentazione: più tempo significa più trasformazioni naturali nell’impasto, senza bisogno di aumentare la dose di lievito.
Ingredienti
Per circa 6 pizze tonde (o 2 teglie grandi):
- 1 kg di farina tipo 0
- 10 g di lievito di birra fresco (quantità ridotta)
- 20 g di sale
- 5 g di zucchero
- 20 ml di olio extravergine di oliva
- 600-650 ml di acqua tiepida
Metodo
- Sciogli lievito e zucchero. In una brocca versa l’acqua tiepida (deve essere piacevole al dito, non calda) e sciogli dentro il lievito con lo zucchero. Aspetta 2 minuti, giusto il tempo di vedere che “si sveglia”.
- Unisci farina e liquidi. Metti la farina in una ciotola capiente, fai un incavo e versa poco per volta l’acqua con il lievito, mescolando con un cucchiaio o con le mani. Aggiungi anche l’olio.
- Aggiungi il sale lontano dal lievito. Quando l’impasto è già formato, incorpora il sale. Questo passaggio è fondamentale: il sale a contatto diretto con il lievito può rallentare troppo l’avvio.
- Impasta 10 minuti. Trasferisci sul piano e lavora finché diventa liscio, elastico e appena appiccicoso. Se serve, inumidisci leggermente le mani invece di aggiungere farina.
- Prima lievitazione lunga (il cuore del trucco). Metti l’impasto in una ciotola unta, copri con pellicola e lascia in un luogo riparato per almeno 10 ore. Se in casa è caldo, controlla dopo 8 ore: deve essere visibilmente aumentato e pieno di bolle.
- Pieghe leggere (facoltative, ma utili). A metà lievitazione puoi fare un giro di pieghe in ciotola: prendi un lembo, tiralo e ripiegalo al centro, ripeti 4 volte. Aiuta la maglia glutinica senza stressare l’impasto.
- Staglio e rilassamento. Dividi in panetti (circa 260-280 g per pizza tonda), pirlali velocemente e falli riposare coperti 60-90 minuti. Qui succede un’altra cosa bella: l’impasto si distende e diventa docile.
- Stesura e cottura. Stendi con le mani dal centro verso l’esterno, senza schiacciare troppo il bordo. Cuoci in forno alla massima temperatura possibile (meglio con pietra o teglia rovente) finché la base è croccante sotto e ben colorita.
Piccoli accorgimenti che cambiano tutto
- Acqua tiepida, sempre: troppo fredda rallenta troppo, troppo calda stressa il lievito.
- Impasto morbido: una buona idratazione (600-650 ml) regala una pizza più ariosa.
- Copertura ben fatta: pellicola o coperchio, per evitare croste secche.
- Non avere fretta con la stesura: se “torna indietro”, lascialo riposare 10 minuti e riprova.
Un timing semplice, da vita reale
Se vuoi organizzarti senza impazzire:
- Mattina (ore 8-9): impasti
- Giornata: lievitazione tranquilla
- Sera (ore 18-20): panetti, riposo, stesura e forno
Risultato: una base con poco lievito, profumata, leggera al morso e con quella crosticina che fa venire voglia di “solo un altro spicchio”.




