La prima volta che ho trovato il balcone “conquistato” dai piccioni, ho provato una sensazione strana, un misto di fastidio e resa. Era come se avessero firmato un contratto d’affitto senza chiedermi niente. Poi ho chiamato mia nonna. Lei ha riso, con quella calma disarmante di chi ha già visto tutto, e mi ha detto: “Non serve far guerra, basta farli cambiare idea”.
Perché tornano sempre nello stesso posto
I piccioni sono abitudinari: se trovano riparo, un punto d’appoggio comodo e magari un po’ di sporco che “profuma di casa”, tendono a ritornare. Il trucco, quindi, non è spaventarli una volta sola, ma rendere il balcone meno invitante in modo costante, senza far loro del male.
La base di tutto: pulizia e rimozione degli “inviti”
Qui mia nonna è stata categorica: prima si toglie ciò che li attira, poi si aggiunge ciò che li disturba.
- Indossa guanti e mascherina, poi rimuovi guano e residui con acqua calda e detergente, meglio se con un prodotto disinfettante adatto alle superfici esterne.
- Elimina qualsiasi possibile “nido” (rametti, foglie secche nei vasi, angoli pieni di oggetti).
- Evita di lasciare ciotole d’acqua o briciole, anche involontarie.
Un balcone pulito cambia già l’aria, letteralmente e in senso pratico.
Odori che non sopportano: spezie e profumi “da dispensa”
Questa è la parte che mi ha sorpresa di più, perché sembra una ricetta, ma funziona se la fai con regolarità.
Spezie repellenti (semplici e immediate)
- Pepe di Cayenna o peperoncino: una spolverata leggera su davanzali e ringhiere (oppure in piccole ciotole nei punti dove si posano). Dopo pioggia o vento va rinnovato.
- Cannella: meno “aggressiva” da maneggiare, ma comunque intensa. Ottima in ciotoline vicino ai vasi.
Se hai animali domestici curiosi o bambini piccoli, meglio usare le ciotoline in zone riparate e fuori portata.
Aceto e oli essenziali
Un paio di ciotole con aceto negli angoli più riparati possono dare una mano, soprattutto nei periodi in cui i piccioni insistono. In alternativa, qualche goccia di oli essenziali su un panno in un contenitore forato, senza esagerare, perché l’obiettivo è infastidire loro, non saturare la casa.
Una nota importante sulla naftalina
Mi è stata suggerita come “trucco di una volta”, ma oggi conviene essere prudenti: la naftalina può essere tossica per persone e animali se usata male. Se non sei sicuro di come gestirla in sicurezza, meglio evitarla e puntare su metodi più puliti e controllabili.
Dissuasori visivi: luce e movimento, la combo più veloce
Quando ho visto i primi risultati, è stato grazie ai riflessi. I piccioni non amano ciò che brilla e si muove in modo imprevedibile.
- Carta stagnola: strisce appese lungo il perimetro, così da creare riflessi e fruscio.
- Nastri riflettenti: ancora più pratici perché resistono meglio.
- CD appesi: sembrano anni 2000, ma il movimento col vento è davvero efficace.
- Girandole o palloncini: funzionano soprattutto nei punti dove atterrano più spesso.
Il segreto è cambiare ogni tanto la disposizione, perché loro si abituano: un piccolo “restyling” ogni settimana li rimette in allerta.
Soluzioni più durature: impedire l’atterraggio senza ferire
Qui ho scelto solo opzioni non lesive, perché l’obiettivo è allontanarli, non farli soffrire.
- Fili tesi o sistemi a filo su ringhiere e cornicioni, così non trovano appoggio stabile.
- Reti protettive se l’invasione è costante, soprattutto su balconi profondi o con nicchie.
- Barriere leggere in plastica o supporti anti-atterraggio progettati per non ferire.
Se il problema è grande, a volte serve combinare più metodi: pulizia, riflessi e odori insieme.
Quando serve un aiuto “extra” (sempre ecologico)
Se i piccioni sono pochi, i rimedi fai-da-te bastano spesso. Se invece arrivano in gruppo e non mollano, può avere senso valutare prodotti ecologici a base di componenti naturali, per esempio soluzioni con capsaicina, che sfruttano una sensazione sgradita senza causare danni.
Alla fine, la lezione di mia nonna è stata questa: non serve vincere una battaglia, basta cambiare le condizioni. Dopo qualche settimana di costanza, il mio balcone è tornato ad essere mio, e i piccioni hanno trovato altrove un posto più “comodo”.




