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Il Premio Artkeys è un progetto nato nel Gennaio 2018 grazie all’Associazione Culturale Blow-up che opera nel territorio campano, specialmente nel Cilento.

Il lavoro di organizzazione si è concretizzato con la pubblicazione del Bando e della Giuria nel maggio 2019, abbracciando le categorie di pittura, scultura e installazione, illustrazione e graphic design, videoarte e street art. Il progetto ha visto il coinvolgimento ed il sostegno concreto di molte attività del territorio e del Comune di Agropoli che ha permesso di creare una rete fondamentale che ha unito il territorio agli artisti finalisti e vincitori.

L’esibizione finale si è tenuta dal 5 al 13 Ottobre nel Castello Angioino  – Aragonese di Agropoli. L’anno 2020 vedrà la realizzazione delle 7 residenze d’artista nei comuni del Cilento.

Giuria Artkeys 01

Artkeys Winners

Painting

Serena Gamba

La ricerca creativa di questa artista si colloca con deciso indirizzo nel contesto della pratica ‘concettuale’. In tale prospettiva, la ricerca di Serena Gamba, riducendo in modo esemplarmente riduttivo la sollecitazione visuale ad una rastremazione estrema di stimolazioni visive attiva nell’osservatore processi atti a comprendere il senso e il significato.

Jacopo Dimastrogiovanni

Forte di una concezione dell’arte che costituisce un riferimento non semplicemente linguistico definisce la sua ricerca nell’alveo di una sensibilità oggettualizzante, che, però, non intende legarsi alla superficie delle cose, andando a chiamare alla ribalta, piuttosto, le condizioni profonde di una primordialità umana che non solo sopravvive, ma che appare particolarmente fertile e vitale, all’interno di una prospettiva del mondo che vada oltre l’apparenza.

Sculpture and Installation

Michi Grass

La ricerca creativa di questa artista lascia chiaramente intendere come il superamento dei linguaggi tipici possa consentire una espansione delle opportunità fruitive, moltiplicando le suggestioni e le possibilità di un approccio all’arte in un modo del tutto non convenzionale creando nello spettatore un laboratorio fortemente stimolativo.

Karin Yamamoto

Ciò che appare decisamente convincente nella ricerca dell’artista è la sensibilità spaziale che sa ottenere attraverso la disposizione di diverse materie che si dibattono con autonomia fra di loro generando un equilibrio, o per meglio dire, un’equità data dall’effimerità della materia.
La libertà fruitiva incontra l’azione creativa dell’artista producendo qualcosa di più intenso d’un semplice scambio e, piuttosto, si profila all’orizzonte la prospettiva di considerazioni sullo spazio e sul tempo, evocando quesiti che intendono indagare sulla qualità e quantità delle cose.

Luca Poncetta

Raccogliendo all’interno di una perimetrazione spaziale i contenuti psicologici e morali che qualificano e definiscono la società, l’artista riesce a fornire con la sua ricerca una opportunità d’affaccio sul mondo della speculazione, non utilizzando lo strumento verbale, ma la semplice giustapposizione di parti della quotidianità, nella loro forma d’oggetti.
L’additamento di un confine, la creazione di uno spazio che chiude al suo interno lo svolgimento d’una azione, non costringe e limita le opportunità di dilatazione dell’evento, ma ne amplia, piuttosto, le opportunità, andando a suggerire spunti riflessivi sulle condizioni di base della propria consistenza esistenziale, dove, la definizione di “concettuale” potrebbe apparire addirittura riduttiva.

Photographic art

Ramona Zordini

Per la raffinatezza del linguaggio che ha saputo, in un’immagine di grande formato, narrare e porre suggestioni che ci raccontano, attraverso la rappresentazione archetipa della figura umana immersa nell’acqua, la genesi come sogno con temi e sentimenti di grande attualità e che si contrappongono fortemente all’ ”Adamo di sabbia” di Borges (Finzioni).

Oriana Majoli

Per la capacità di organizzare e realizzare con grande maestria, un progetto fotografico in cui il linguaggio e la tecnica, molto raffinata, concorrono con pari forza espressiva ad un racconto intimo e allo stesso tempo universale focalizzato sul rapporto degli artisti con il proprio inconscio e la propria identità intesi come oggetti simbolici, bullonati e cuciti, che restituiscono raffigurazioni zoomorfe/umane oniriche.

Elide Cataldo

Per l’eleganza formale e contenutistica del racconto di un importante evento di cronaca dove, con sensibilità non comune si è fatto combaciare la bellezza del significante e del significato.

Illustration and graphic design

Enikő Kramcsák

Attraverso l’abile mix e padronanza di tecniche tradizionali e digitali e grazie al perfetto utilizzo compositivo del collage, l’lllustratrice Enikő presenta un lavoro dal forte impatto cromatico, i cui elementi creano una trama dal design elegante e versatile.

Helena Gamos

La sintesi è l’elemento fondamentale della “Serie de pájaros pintos”. La ricerca della bellezza e dell’essenziale attraverso l’osservazione degli uccelli e la scomposizione della loro anatomia con l’uso delle curve, ricrea nuove forme che evocano i profili delle piante. Una visione che trapassa la prospettiva del reale e che induce l’osservatore a intuirne la forma degli uccelli in un primo momento ma soprattutto a ricostruire, con le linee, nuove immagini del tutto scollegate dai soggetti originali.

Video Art

Erminia Riccio

con un uso sapiente del sound design e un originale utilizzo del 3D, ci ripropone un estratto del film di Von Trier in una nuova forma, immergendo lo spettatore in un vortice spazio-temporale. L’artista sovverte le regole canoniche del linguaggio cinematografico creando un’opera unica nel suo genere, trasmettendo la tensione e il senso di confusione tipiche del nostro presente, continuamente bombardato dai media.
Link Video https://bit.ly/2KlTaTu

Ianua

Con un’ottima cura della fotografia e del montaggio sonoro, il collettivo Ianua dona vita a vecchi oggetti di design. Il risultato sono macerie che dialogano tra loro, esprimendo l’inquietudine e il malessere di una società che ricorda con nostalgia un passato ricco di ottimismo.
Link Video https://vimeo.com/331306561

Street and Urban Art

La180

Dimostrando forte sensibilità per lo spazio nel quale è intervenuto, lo Street Artist Mauro Carrafiello è riuscito ad attivare una interazione che non ricalca iconografie già presenti, invece ne aggiunge nuove, simboli facilmente leggibili per comunicare il senso di desiderio e di tensione verso l’infinito, verso ciò che non conosciamo per comprenderne il senso. Forme e colori, però, non raccontano soltanto ciò che il soggetto esprime, ma anche tutto il background artistico dell’autore. Comunica su più livelli: con il passante inconsapevole della presenza dell’opera e al tempo stesso riesce ad affascinare chi trova riferimenti culturali alle radici del writing e della street art.

Edoardo Ongarato

Nell’opera di Edoardo Ongarato c’è tutta la sacralità della Natura che si riappropria dei luoghi artificiali, quasi una lotta impari dove il cemento soccombe alla morsa del tempo e alla forza della Madre di tutte le cose. Al tempo stesso è evidente l’approccio consapevole con i materiali, con la parete e il pavimento, linee marcate che attraversano e riformulano l’ambiente in contrapposizione con la carta, le stampe incollate, in un gioco di significati che si rincorrono tra statico e mobile, duraturo ed effimero.

Il Catalogo

Il Box Artkeys

Le foto della serata di Inaugurazione dell’esibizione degli artisti finalisti presso il Castello Angioino – Aragonese di Agropoli.

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